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sabato 22 marzo 2008

La vergogna del Columbus Day


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E' dal 1937 che nella quinta strada di New York, ad Ottobre, si fa una parata in onore del grande navigatore genovese Cristoforo Colombo che fu il primo "bianco" a mettere piede nel continente americano.
Questa festa è chiamata Columbus Day ed è molto sentita dagli immigrati italiani negli U.S.A che si sentono orgogliosi del loro connazionale, addirittura ho letto da qualche parte che dovrebbe essere finanziata dallo stato italiano (la "s" minuscula l'ho messa apposta) ed è sicuro che nell'ultima edizione era presente il clemente mastella ministro delle giustizia. In realtà cristoforo colombo avrebbe fatto bene a starsene a Genova a pescare calamari facendo un favore molto più grande all'umanità. Il suo arrivo nelle americhe ha dato l'inizio ad uno sterminio di Persone in confronto al quale l' Olocausto è una bazzeccola. E colombo sarà stato un grande navigatore ma egli stesso era convinto di portare la parola di Cristo spargendo sangue, lo testimoniano vari documenti. In ritorno dal suo viaggio infatti scrisse queste testuali parole “ivi feci eriger tosto una rocca … lasciai gli uomini che sono necessari … [Gli indigeni] son privi d’armi, vanno nudi e son troppo timidi; perciò quelli che occupano la rocca solamente possono senz’alcun pericolo saccheggiare l’isola, purché non vadano oltre la legge ed il governo che io diedi". E quel governo, da come si può leggere dagli atti del processo intentategli di sovrano di Spagna nel 1500, era un governo di ingiustizie, avidità e sangue. Colombo fu condannato ma quel processo non servì a niente agli indigeni i quali vennero costretti alla resa dai conquistadores, stessa cosa per quanto riguarda i nativi americani nei confronti dei coloni.
Non è bastato il genocidio, si continua ancora a uccidere nella dignità i pochi sopravvissuti, alcuni indiani d' America hanno manifestato contro l' ultima parata ma sono stato attacati dalla polizia.
Il genocidio non è ancora finito, Amnesty International ha provato che dal 1972 al 1976 delle donne native sono state costrette alla sterilizzazione con la minaccia che il bambino sarebbe stato loro portato via alla nascita. Guardate pure il video per averne una certezza, altro che faro che illumina il mondo...Il genocidio è vero e continua ancora. Prossimamente altri post sulle culture dei popoli del sud.

P.S Anche i nostri libri di storia dipingono Colombo come un eroe, mi ricordo che mi affascinava molto la sua storia e le sue imprese ma non ricordo nulla di sterminii e teste sgozzate. Anche questo è genocidio.



P.P.S si può firmare una petizione contro il Columbus Day qui

martedì 22 gennaio 2008

Storia e genocidio indiano del Nordamerica

foto by Castello D'Albertis


Odio studiare o leggere la storia con date e corrispondenze varie. E' secondo me il modo peggiore; al liceo ci hanno fatto studiare tante di quella date e di quei re che non ci ricordiamo quasi niente. Tempo perso. La storia secondo me andrebbe studiata diversamente, la guerra dei 100 anni, quella dei trenta, il passaggio del rubicone... si si ok.. ma la gente che faceva nel frattempo? Nella Grecia antica si sfidavano Sparta e Atene ok.. ma c'era un fermento culturale enorme, non ne parliamo? Se mi chiedete come viveva un greco al tempo di Platone non lo so...eppure sarebbe anche interessante e utile.


Le date e le ricorrenze però servono a noi per farci una cornice di ciò che è successo ai nativi nordamericani. Loro parlano di "genocidio"...come dargli torto?


Seguiranno presto storie di tribù, le varie usanze, testimonianze ecc...


Ho preso questa cronologia da bibliolab.it


20.000ca. Diffusione dell'uomo del Nordamerica. 9500 Paleolitico americano.
6000 Neolitico americano.
3600 Cultura del mais.
300 d.C. Lavoro del rame e dell'ossidiana.
700 Lavoro della ceramica.
1000 Contatti tra gli scandinavi della Groenlandia e gli indiani del Nordamerica orientale.
1492 Sbarco di Cristoforo Colombo nelle Antille.
1500 Corte Real fa prigionieri alcuni indiani del Nordamerica.
1535 J. Cartier scende lungo il San Lorenzo e fa prigionieri degli indiani.
1539 Gli indiani oppongono resistenza all'invasione in Florida guidata da Soto.
1541 Inizio della colonizzazione del Canada.
1550 Commercio di pellicce degli europei con tribù della costa orientale.
1605 Diffusione del cavallo; gli spagnoli a Santa Fe.
1607 Fondazione della Virginia.
1616 I primi missionari cattolici penetrano tra le tribù dell'Est.
1620 Sbarco, sulle coste della Nuova inghilterra, dei Padri Pellegrini della Mayflower
1624 Gli olandesi fondano Nuova Amsterdam.
1637 Massacro di Pequot da parte dei Puritani.
1640-50 Guerra franco-indiana. Gli Irochesi, alleati degli inglesi combattono, per il controllo del mercato delle pellicce, contro gli Huroni, alleati dei francesi e li sconfiggono --> i Chippewa emigrano verso sud e verso ovest per fuggire al conflitto e spingono Sioux e Cree verso la zona delle praterie --> guerre tra indiani
1642 Fondazione di Montreal.
1644 Rivolte indiane in Virginia. Gli Irochesi attaccano Montreal. Gli inglesi ribattezzano New Amsterdam con il nome di New York.
1665 Massacro degli Irochesi ad opera del reggimento di Carignan-Salières.
1675 Wampanoag e Narraganset attaccano le città della Nuova Inghilterra. King Philip guida la lotta; ma provvisti di poche armi gli indiani vengono sconfitti, chiusi in riserve e costretti alla conversione al cristianesimo. Poi saranno utilizzati come mercenari contro gli altri indiani e sarà insegnato loro a procurarsi scalpi: nel 1703 il governo del Massachaussets paga 12 sterline per scalpo, il compenso passerà a 100 nel 1722.
1695 I francesi si insediano sul delta del Mississippi.
1701 Autorizzazione reale per i coloni francesi a procurarsi schiavi indiani in Louisiana.
1710 Lotte degli indiani lungo il Mississippi contro francesi e inglesi.
1718 Fondazione di New Orleans.
1748-56 Gli indiani difendono strenuamente i territori dell'Ohio; si assiste a un duplice schieramento: gli Algonchini con i francesi, gli Irochesi con gli inglesi che intanto combattono tra loro la guerra dei 7 anni
1759 Gli inglesi conquistano Quebec.
1760-61 Guerra dei Cherokee.
1763 Trattato di Parigi: sancisce la vittoria degli inglesi e la fine della dominazione francese in America del nord. Massacro del Conestoga in Pennsylvania. Agli indiani viene riconosciuto il diritto sulle terre a ovest degli Appalachi.
1768 Gli Irochesi vengono respinti verso l'Ohio.
1769 I coloni inglesi occupano il Kentucky.
1775 Inizio della guerra d'indipendenza; gli indiani vengono coinvolti nel conflitto.
1778 Primo trattato fra gli Stati Uniti e i Delaware.
1783 Indipendenza dei 13 Stati e costituzione, quattro anni dopo, degli Stati Uniti.
1787-94 Rivolta dei Miami e degli Shawnee.
1795 Tecumseh si sforza di unificare gli indiani.
1803 Vendita della Louisiana agli Stati Uniti.
1811 Disfatta degli Shawnee a Tippecanoe.
1812 Guerra fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna; guerra dei Creek. Sauk, Fox e Sioux passano ad ovest del Mississippi.
1821 Gli Stati Uniti acquistano la Florida. Sequoya inventa un alfabeto per la lingua cherokee.
1824 Creazione del Bureau of Indian Affairs.
1825-30 Rivolta di Falco Nero.
1828 Pubblicazione della prima Gazzetta degli indiani.
1830 Deportazione delle tribù ad ovest del Mississippi.
1832 Morte di Falco Nero.
1834 L’esercito è incaricato di sorvegliare le riserve. Divieto di vendita di alcool agli indiani.
1835-40 I Seminole di Oseola oppongono resistenza in Florida.
1841 Legge di prelazione a favore dei pionieri dell'Ovest.
1847-48 Annessione agli Stati Uniti della Califomia, del Texas e dei territori a sud-est. Guerra dei Cayuse in California; gli indiani di queste terre perdono le loro terre.
1849 Scoperta dell'oro in Califomia.
1851 Trattato di Fort Laramie fra tribù di Nord-ovest e il Bureau of Indian Affairs.
1861-65 Guerra di Secessione. Rivolta dei Sioux nel Minnesota.
1862 Impiccagione di 39 Sioux a Mankato.
1862-65 Rivolta dei Navajo.
1863 Lotta di Kociss e di Mangas Colorado.
1864 Massacro dei Cheyenne a Sand Creek.
1865 Abolizione della schiavitù.
1866 Sioux distruggono il distaccamento Fetterman.
1867 Campagna di Handcook e Custer contro i Sioux.
1868 Massacro di Cheyenne sul Washita River da parte di Custer.
1868-75 Strage di bisonti; conquista dell'Ovest da parte dei pionieri.
1869 Completamento della ferrovia transcontinentale Pacific Railway.
1870 Costruzione della Northem Pacific Railway nel Minnesota.
1871 Massacro di Apaches al Camp Grant.
1872 Rivolta dei Modoc di Capitan Jack nell'Oregon.
1874 Scoperta dell'oro nelle terre sacre dei Sioux. Attacco dei Comanches ad Adobe Walls.
1876 Cavallo Pazzo resiste sulla riva del Rosebud. Toro Seduto sconfigge Custer a Little Big Hom.
1877 Ritiro dei Nasi Forati condotti da Capo Giuseppe nell'Oregon.
1878 Spedizioni dei Cheyenne di Coltello Spuntato.
1880-85 Lotta di Geronimo nel Sud-ovest.
1883 La Corte Suprema degli Stati Uniti decide che l'indiano d'America va considerato uno straniero.
1885 Rivolta dei Brulé in Canada.
1889 Apertura dell'Oklahoma alla colonizzazione bianca.
1890 Assassinio di Toro Seduto. Massacro di Wounded Knee.
1898 Rivolta degli Ojibway del Minnesota.
1914-18 Prima guerra mondiale; 10.000 indiani partecipano alla guerra.
1924 Gli indiani vengono riconosciuti cittadini degli Stati Uniti.
1929 Crisi economica.
1933 F.D. Roosevelt è eletto presidente.
1938 Diritto al voto rifiutato agli indiani in sette Stati.
1939-40 Seconda guerra mondiale: vi partecipano 30.000 indiani.
1944 Fondazione del National Congress of American Indians.
1950 Divieto per gli indiani delle riserve di comprare alcool e acquistare terre in determinati Stati.
1953 il Congresso delibera la soppressione della tutela dell'Amministrazione federale sulle riserve.
1960 Inizio del Movimento dei Diritti civili a favore dei neri.
1961 Inizio della guerra americana nel Vietnam. J.F. Kennedy è presidente. Fondazione del National Indian Youth Council.
1963 Assassinio di Kennedy.
1965 Assassinio di Malcolm X. Incontro dei Navajo con i militanti neri.
1968 Fondazione dell'American Indian Movement.
1969 Occupazione di Alcatraz.
1971 Occupazione della Mayflower III.
1972 Occupazione del Bureau of Indian Affairs a Washington.
1973 Occupazione del villaggio di Wounded Knee da parte di militanti dell'Aim.
1977 A Ginevra, a fine settembre, i pellirosse del Nordamerica accusano gli Stati Uniti di "genocidio" durante la conferenza delle popolazioni indigene del Nord, del Centro e del Sudamerica in una seduta del comitato legale presieduto da Niail McDermor, segretario generale della commissione internazionale dei giuristi. Si tratta del primo tentativo riuscito da parte degli indiani nordamericani per fare una difesa dei loro diritti in un foro internazionale.
1980 Dopo una battaglia giudiziaria di 60 anni, i Sioux hanno ottenuto, per decisione della Corte Suprema, 100 milioni di dollari per compensare la perdita delle Black Hills avvenuta nel 187 I. Si è detto che sia la loro più grande vittoria dopo Little Big Horn. Ma i capi richiedono la restituzione della terra piuttosto che il denaro. La giustizia farà il suo corso? Auguriamocelo. Un immenso sforzo dei pellerossa ha finito per produrre i suoi frutti, infatti molte tribù hanno già beneficiato d'importanti indennizzi. Così, in Canada, i Crees, cacciati dai loro territori per la costruzione nella baia di James della più grande diga idroelettrica del mondo, hanno ricevuto 220 milioni di dollari. Da parte loro, gli indigeni dell'Alaska riceveranno un miliardo nel giro di 10 anni.
1992 In occasione del quinto centenario della scoperta dell'America, una vibrata protesta si è levata da parte di tutta la popolazione indiana del Nordamerica contro le manifestazioni, che si sarebbero tenute in America e in Europa per celebrare un evento storico, che ebbe più il sapore di una sanguinosa conquista che di una scoperta.

sabato 10 novembre 2007

Foglie al vento





Facendo ricerche sulla rete mi è capitato poche volte di trovare tanto materiale come quello che ho trovato per i Rom. Se volete approfondire quello che leggerete (e c'è tanto da approfondire) vi consiglio di andare qui.
La parola rom, oltre a non equivalere a "romeno", non equivale neanche a "zingari" visto che tra questi vi sono varie etnie e i rom sono solo una di queste. Esistono per esempio i Sinti, presenti soprattutto nel nord Italia e i Camminanti.

STORIA

Gli zingari sono un popolo nomade che è nomade da più di mille anni. Le loro origini sono indiane, più precisamente, nella zona del confine col Pakistan, ma si dice che alcuni di loro possano provenire anche dalle zone centrali dell'India. L' inizio del "nomadismo" risale intorno al 1000 d.C. Non si sa perchè: una leggenda racconta che essi vivevano in una terra meravigliosa dell 'India chiamata "Sind" e che la dovettero abbandonare a causa delle invasioni arabe e mongole.
La parola "zingaro" è offensiva, deriva dal greco athinganoi, che vuol dire "intoccabili" per descrivere appunto quella casta indiana che veniva dalla Frigia.


In Europa arrivarono intorno al 1400. Gli Zingari raccontavano delle bugie per essere meglio trattati, si spacciarono anche per "emigrati dell' Egitto", da qui l'altro apellativo "Gitani". In principio l’accoglienza fu buona perché il carattere misterioso della loro origine aveva lasciato una profonda impressione nella società medievale. Le condizioni e le abitudini di vita diverse trasformarono però la buona accoglienza in ostilità e gli zingari vengono presto identificati come turchi, nemici degli artigiani locali (visto che lo erano anche loro e facevano "concorrenza") e gente dalla pelle scura come quella del diavolo. Nel corso del tempo si passò alle persecuzioni, come quelle in Serbia e in Romania e allo sterminio di circa mezzo milione di zingari da parte dei Nazisti.

Attualmente essi sono presenti in tutti i paesi europei, nelle regioni asiatiche da essi attraversate, nei paesi del vicino oriente e del nord Africa. L'etnia Rom è quella che è diventata più sedentaria.

CULTURA

I Rom sono l'etnia più numerosa degli zingari; la parola Rom, in romani (la loro lingua), significa semplicemente "uomo". Il romani è una lingua indiana che ha subito delle influenze nel corso del tempo. Nel corso dei loro viaggi rom, sinti e camminanti hanno intrapreso più lavori: giostrai, artigiani, lavoratori di metallo (soprattutto rame), anche le donne facevano quello che potevano leggendo i palmi delle mani. Adesso, con lo sviluppo industriale, questi lavori sono entrati in disuso, l'artigianato non rende più come una volta, il rame è in "via d'estinzione" e gli zingari faticano molto economicamente. E' quindi nata la figura dello zingaro ladro, alcuni di loro lavorano nella malavita (non zingara), altri ancora chiedono l'elemosina.
Per quanto riguarda l'organizzazione sociale, la famiglia rom è un tipo di famiglia patriarcale. Ciò che conta in primo luogo per lo zingaro è la famiglia, il nucleo costituito da marito, moglie e figli. Le famiglie sono spesso estese e comprendono tutti quei parenti con in quali si tiene un rapporto più stretto con la convivenza nello stesso campo o la condivisione di affari.

Lo Zingaro è fondamentalmente religioso, anche se non aderisce con piena consapevolezza a nessuna religione positiva. Tutto ciò che risponde alla volontà divina è principio di amore e di vita. Lo Zingaro vede nell'amore la ragione della sua vita, infatti si ritiene del tutto giustificato agli occhi di Dio quando ha assolto il suo impegno verso il prossimo. Va evidenziato che il prossimo, per lo Zingaro, è l'uomo del suo stesso sangue, non lo straniero, il gagiò. questo non vuol dire che non provi sentimento di forte e sincera amicizia per i gagè, l'ospitalità è sempre sacra per gli Zingari.
Dalla contrapposizione dei due mondi (Zingaro e non-Zingaro) deriva una diversa valutazione: mentre è derubare ed ingannare uno Zingaro, queste azioni non sono avvertite come colpe se rivolte verso i gagè, poiché lo Zingaro reputa il nostro mondo immorale, spinto dall'egoismo e da interessi materiali. Le relazioni con la propria gente si caratterizzano invece per la spontanea generosità. Non c'è differenza tra povero e ricco; chi ha, dà. E' la legge del mondo nomade fondata sulla comunione dei beni: non esiste proprietà personale, né eredità.
(http://www.terrelibere.it/vento.htm).


I rom amano molto la musica, il loro strumento preferito è la fisarmonica con la quale fanno sovente degli spettacoli in strada per racimolare un pò di denare. La musica è presente anche nelle cerimonie come i matrimoni. A proposito di matrimoni, bisogna sottolineare la figura della donna nella società rom, figura spesso vittima di un sistema sociale estremamente patriarcale. Riporto qua un' altra citazione che ho trovato su terrelibere.

Il matrimonio viene stabilito dai genitori: il padre comunica al figlio l'intenzione di chiedere la mano di una ragazza per lui. Questa scelta appare al figlio come un dono. Già a partire dall'età di 14-15 anni, il giovane riceve una compagna e diventa un Rom, mentre prima non aveva alcuna importanza sociale. Il matrimonio tra i Rom può essere definito 'matrimonio per acquisto', in quanto il padre del ragazzo si reca presso la famiglia della ragazza per chiederle le mano, offrendo al padre di lei una somma di denaro. Il prezzo che viene pattuito tra le famiglie non è in realtà un prezzo d'acquisto, la sua funzione è più complessa: risarcimento al padre e ringraziamento per averla allevata bene, prova di possedere del denaro e quindi garanzia che la vita della ragazza nella futura famiglia non sarà dura, possibilità di un buon matrimonio, dato che parte della somma viene destinata per l'abbigliamento della sposa.
Secondo la tradizione, la prima notte di matrimonio una donna anziana controlla la verginità della ragazza mostrando agli invitati il lenzuolo o la sottana macchiati di sangue. Se viene verificato il contrario, ai festeggiamenti si sostituirà la lotta tra le due famiglie e la ragazza sarà considerata una prostituta e non potrà più sposarsi.

La sposa accolta nella casa del marito è inizialmente trattata come un'estranea dai suoceri. La vita al servizio della suocera è spesso dura; la sposa diviene serva della suocera e delle cognate più anziane, deve obbedire ai loro ordini. La coppia lascia l'abitazione del padre quando la sposa attende il primo figlio. Da questo momento il nuovo capo famiglia stabilisce la sua abitazione accanto a quella del padre.
Una serie di tabù circonda lo stato di gravidanza. Tutto ciò che riguarda il parto è impuro; la madre e il bimbo sono intoccabili: nessun uomo, nemmeno il padre, può accostarli. Secondo la tradizione, dalla nascita alla morte la donna è schiava del Rom. Da bambina obbedisce a suo padre, da donna a suo marito, da vecchia ai suoi figli. Ma con il passar del tempo e la nascita dei figli, il suo prestigio aumenta quando, a sua volta, può contare sulle nuore. L'importanza delle donne nell'economia è grande, è la donna che veglia sull'educazione del figlio fino ai suoi 10 anni, e all'educazione della figlia, e quindi al suo onore.


I rom hanno anche un loro tribunale: il Kriss, composto da degli anziani che grazia alla loro saggezza ed esperienza hanno il potere di risolvere le controversie che possono nascere in una comunità secondo delle regole non formali ma tramandate dalla tradizione.

Non ho scritto tanti post da quando ho questo blog, ma vi assicuro che questo è stato il più faticoso, c'era tanto di quel materiale che non sapevo che fare, davvero. Ho sicuramente saltato degli argomenti che potevano essere interessanti ma ho preferito mettere quelli più sconosciuti. Per quanto mi riguarda non voglio dire che siano santi ma di certo per molti aspetti provo una certa ammirazione, primo fra tutti è il fatto che non esiste un esercito zingaro, hanno viaggiato per mille anni senza armi, non hanno intenzione di rinunciare alla loro cultura. Certo, credere che il nostro mondo sia tutto immorale e sentirsi giustificati nei furti è sicuramente un errore ma finchè noi li teniamo a distanza e loro rimangono distanti non lo potranno mai capire... La loro organizzazione sociale danneggia le donne ma anche le donne sono zingare quindi lo zingaro è sia colpevole che vittima allo stesso tempo. E poi anche nella civiltà occidentale fino a non molto tempo fa non c'era certo parità fra i sessi (e per molti versi non c'è neanche adesso).

C'è un detto rom che dice: i rom sono come delle foglie piegate al vento, quando il vento passa esse ritornano sempre dritte.
Vi lascio ora ad un discorso pieno di umanità che fece Fabrizio De Andrè in un concerto e che trovate nell' album "Ed avevamo tutti gli occhi belli" e al quale mi associo. Grande Faber!

[...] Ma emarginazione dovuta anche a.. comportamenti desueti e diversi dovuti all'eredita di culture millenarie che certi popoli si portano dietro e a cui non hanno nessuna intenzione di rinunciare, è il caso del popolo rom, quello che noi volgarmente chiamiamo zingari [...], un popolo che gira il mondo da più di duemila anni, afflitto o affetto, io non so come meglio dire ma forse semplicemente affetto da quella che gli psicologi chiamano dromomania, cio la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E' un popolo secondo me che meriterebbe il premio per la pace, per il fatto appunto che gira il mondo da duemila anni senza armi.
Purtroppo i nostri storici, e non soltanto i nostri, preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni se non addirittura in Stato e si sa che i rom, non possedendo territorio, non possono considerarsi nè una nazione nè Stato. Mi si dirà che gli zingari rubano, è vero, hanno rubato anche in casa mia; si accontentano però dell' oro e delle pallanche, l'argento non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero. Quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari.
D'altra parte si difendono come possono. Si sa bene che l' industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali, buona parte dei rom erano o sono ancora artigiani: lavoratori di metalli, in special modo del rame, addestratori di cavalli e giostrai; tutti mestieri che purtroppo sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire o non ho mai visto scritto da nessuna parte che gli zingari abbiano rubato tramite banca e questo mi pare che si un dato di fatto.
Applausi.

venerdì 27 aprile 2007

Dalla lettera di un aborigeno




Mio nonno mi raccontava che suo nonno veniva svegliato la mattina dalla luce dell'alba che gli attraversava le palpebre. Quando apriva gli occhi, davanti a se vedeva tutto: la foresta, il sole che piano si arrampicava dietro la montagna per poi lanciarsi nel suo cammino giornaliero. Il continuo mormorio del ruscello vicino a loro gli assicurava la vita e il rumore del fuoco, lì, acceso, gli dava protezione. Cacciava in libertà, anche lui come me disegnava: lo faceva tra una battuta di caccia e l altra. La notte si addormentava tra il crepitio del falò e i piccoli schiaffi dell' acqua del ruscello alle rocce nella sponda.



Quasi non mi ricordo più di mio nonno, gli stranieri mi hanno portatovia dalla mia famiglia perchè sono bianco come loro. Ricordo e sento ancora, a distanza di 60 anni, le grida di mia madre, bianca come gli stranieri, e le sue lacrime mentre in due mi prendevano a forza e mi portavano con loro in una caverna quadrata con dei piccoli rettangoli di vetro. Mio padre poi non l' ho neanche conosciuto. E' morto perchè lavorava troppo la sua terra e si era ribellato ad un'altra persona che diceva di essere il nuovo padrone, anche lui straniero. Io ho studiato la loro scuola ma poi sono scappato dalla capanna quadrata e mi sono rifugiato da altri come me perchè io sono così, ho la pelle bianca ma sono come quelli come me. Molti miei simili adesso sono anche famosi campioni nello sport, musicisti famosi, attori famosi. Altri vivono tranquillamente con gli stranieri, fanno i politici, lottano per i nostri diritti: cercano di far riconoscere che noi eravamo in questa terra prima degli stranieri quando sappiamo tutti che eravamo davvero qui. Che bisogno c'è di riconoscerlo "ufficialmente"? E poi, cosa vuol dire "ufficialmente"?



Mia madre non so dove sia, di lei ricordo solo grida e lacrime, mio padre non l' ho mai conosciuto, vivo in un pezzo di terra che gli stranieri ci hanno concesso come se ci stessero facendo un favore e adesso, a quasi 70 anni di vita non chiedo più niente, alla fine non ho mai chiesto niente perchè so che quello che voglio non potrò averlo: non potrò svegliarmi la mattina con la luce dell'alba, non potrò sentire il suono di un ruscello, potrò solo chiudere gli occhi e aspettare che un altra notte passi...come tutte le altre, senza dire nulla, in silenzio.