domenica 25 maggio 2008

Appello urgente



Dal movimento umanista di Firenze mi inviano un appello urgente. Il riarmo mondiale per il quale nazioni come U.S.A, Russia, Cina, Iran e compagnia stanno investendo un sacco di risorse in barba alla crisi economica di alcuni di loro esiste, ma la gente non lo vuole, in Repubblica Ceca sono il 70% ma il governo ignora loro e sembra che voglia far costruire un sistema radar antimissile made in U.S.A! Ricorda Vicenza...

Chi può firmi e chi può vada al presidio poiché è cosa buona e giusta.




DICIAMO NO ALLA COSTRUZIONE DEL SISTEMA RADAR ANTIMISSILE USA IN REPUBBLICA CECA.


Firma e fai firmare la petizione online su http://www.nonviolence.cz/.


Quello che non ti diranno mai è che si stanno riarmando, e questa volta è molto più pericoloso. Questa è l'opinione di Noam Chomsky, Mikhail Gorbachov e del fisico italiano Angelo Baracca che ha appena sottoscritto l'appello.

Il Parlamento della Repubblica Ceca dovrà esprimersi sulla costruzione di una base militare degli Stati Uniti ed è probabile che voterà a favore della sua installazione, nonostante il 70% della popolazione sia contrario. Vista l’urgenza della situazione, abbiamo lanciato una petizione on-line per fare pressione sul Parlamento e chiedere che la questione sia risolta con un referendum.
Il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, è un progetto molto complesso che prevede la produzione di nuove armi e l’installazione di basi militari americane in diversi punti del pianeta. In particolare in Europa il primo passo è l’installazione di un radar in Repubblica Ceca e di una base con missili intercettori in Polonia. Questo piano ha diviso l’Europa, che al momento attuale non è in grado di dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti. Le reazioni della Russia e della Cina hanno creato un’atmosfera da “guerra fredda”. Aumentano le tensioni internazionali, è ripresa una folle corsa agli armamenti (convenzionali e nucleari) e soprattutto si pongono le basi per la militarizzazione ed il controllo dello spazio.

Ti chiediamo di appoggiare la nostra protesta nonviolenta. Questo piano non riguarda solo i Cechi ma tutta l’Europa e, in definitiva, il mondo intero.

In solidarietà allo sciopero della fame degli attivisti Cechi Jan Tamas e Jan Bednář iniziato 13 giorni fa per protestare contro l'installazione della una base radar anche Firenze si unisce al grande movimento che si oppone al riarmo atomico.

In molte città italiane la protesta si estende, Dino Mancarella a Trieste (in digiuno ormai da 10 giorni), Isabel Torres e Federica Fratini a Roma (in digiuno da 7 giorni), e tutti i movimenti che appoggiano la protesta contro lo scudo stellare che stanno manifestando in questo momento anche a Budapest, Londra, Amsterdam, Berlino, Parigi, Copenhagen, Malaga, Tolosa e hanno trovato consenso e appoggio in tutto il mondo.



Il Movimento Umanista e la Rete Semprecontrolaguerra invitano al presidio informativo tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 20.00 in piazza Beccaria a Firenze. Chi lo desidera può unirsi al presidio per una protesta creativa, dando la sua disponibilità' su: http://www.doodle.ch/47xvraa86agi2rye.


Per favore informati, aiutaci a diffondere con ogni mezzo queste notizie che i grandi mass media non faranno mai circolare, forse perchè sanno bene che la gente non vuole una nuova guerra fredda. Firma e fai firmare la petizione online su http://www.nonviolence.cz/.

martedì 8 aprile 2008

La polvere sotto il tappeto












Dopo i lavavetri anche i mendicanti. Il nuovo regolamento per la polizia municipale a cui pensa il comune di Firenze fa rompere il mio digiuno con il blog. Più in particolare l'assessore alla sick-urezza Cioni che qualche mese fa ha spedito i lavavetri nelle strade come se fossero la causa dei mali di Firenze (che rimangono tali), adesso vuole spedire i mendicanti delle strade lui solo sa dove.

L' episodio che ha dato il "la" all' operazione in odor di ventennio è stata una denuncia fatta da una signora cieca di 56 anni che inciampando su un mendicante si è fatta male alla bocca e ha rotto il suo bastone. Adesso, naturalmente dispiace per la povera signora ma è logico che sia stato un brutto incidente come altri o comunque isolato, mentre in molti giornali è presentato come "la goccia che ha fatto traboccare il vaso" come se ogni giorno a Firenze c'è chi si spacca qualcosa inciampando sui mendicanti! Anche uno scalino davanti a una porta avrebbe potuto far cadere la sventurata. Che si fa? Si tolgono tutti gli scalini?

Cioni, esponente del P.D. a Firenze che di sinistra o centrosinistra ha solo i peli del culo o forse neanche quelli, è un uomo coraggioso perchè ci vuole coraggio a dire parole come queste: "L'accatonaggio non è un reato ma i mendicanti distesi per terra sono un grande ostacolo"...Chi non è mai inciampato in un mendicante... Ma anche: "Quando vediamo questi mendicanti stesi tutto il giorno nelle strade principali del centro storico pensiamo quantomeno a uno sfruttamento ignobile"... Su quali basi? ad opera di chi? Fai indagare se pensi che ci sia uno sfruttamento e sbatti in galera chi sfrutta! Ma per cosa ti hanno eletto i fiorentini?
"Il nuovo regolamento dovrà prevedere delle modalità per contrastare chi chiede l’elemosina intralciando i pedoni". Poveri pedoni.. e pensare anche ai ricconi del centro che con le loro mercedes con tanto di permesso per inquinare nelle strade di uno dei posti piu belli del mondo devono fare attenzione e devono avere mille occhi quando guidano...
I suoi compagni di partito sono capaci di difenderlo, Achille Serra per esempio dichiara: "Penso che tutti i comuni dovrebbero adottare questo regolamento... non si tratta di contrapporsi agli emarginati ma di rendere la città accettabile. Le città sono l'immagine del nostro Paese". So che possono sembrare inverosimili ma vi giuro che queste citazioni sono vere, sono virgolettati presi dai giornali locali.
Tra l'altro come potete immaginare molti mendicanti sono senza gambe o con gravi malformazioni agli arti. Dove cazzo vanno se li togli dalla strada? L'immagine di Firenze è rovinata da chi nasconde tutto sotto il tappeto perchè non è bravo a pulire. Da fascisti travestiti che pensano che... e quindi è sicuramente giusto che...
L' immagine del nostro paese non la determinano le città ma chi lo dirige e ciò che decide chi lo dirige e quindi è gia spacciata... da anni. Arrendetevi.

sabato 22 marzo 2008

La vergogna del Columbus Day


<


E' dal 1937 che nella quinta strada di New York, ad Ottobre, si fa una parata in onore del grande navigatore genovese Cristoforo Colombo che fu il primo "bianco" a mettere piede nel continente americano.
Questa festa è chiamata Columbus Day ed è molto sentita dagli immigrati italiani negli U.S.A che si sentono orgogliosi del loro connazionale, addirittura ho letto da qualche parte che dovrebbe essere finanziata dallo stato italiano (la "s" minuscula l'ho messa apposta) ed è sicuro che nell'ultima edizione era presente il clemente mastella ministro delle giustizia. In realtà cristoforo colombo avrebbe fatto bene a starsene a Genova a pescare calamari facendo un favore molto più grande all'umanità. Il suo arrivo nelle americhe ha dato l'inizio ad uno sterminio di Persone in confronto al quale l' Olocausto è una bazzeccola. E colombo sarà stato un grande navigatore ma egli stesso era convinto di portare la parola di Cristo spargendo sangue, lo testimoniano vari documenti. In ritorno dal suo viaggio infatti scrisse queste testuali parole “ivi feci eriger tosto una rocca … lasciai gli uomini che sono necessari … [Gli indigeni] son privi d’armi, vanno nudi e son troppo timidi; perciò quelli che occupano la rocca solamente possono senz’alcun pericolo saccheggiare l’isola, purché non vadano oltre la legge ed il governo che io diedi". E quel governo, da come si può leggere dagli atti del processo intentategli di sovrano di Spagna nel 1500, era un governo di ingiustizie, avidità e sangue. Colombo fu condannato ma quel processo non servì a niente agli indigeni i quali vennero costretti alla resa dai conquistadores, stessa cosa per quanto riguarda i nativi americani nei confronti dei coloni.
Non è bastato il genocidio, si continua ancora a uccidere nella dignità i pochi sopravvissuti, alcuni indiani d' America hanno manifestato contro l' ultima parata ma sono stato attacati dalla polizia.
Il genocidio non è ancora finito, Amnesty International ha provato che dal 1972 al 1976 delle donne native sono state costrette alla sterilizzazione con la minaccia che il bambino sarebbe stato loro portato via alla nascita. Guardate pure il video per averne una certezza, altro che faro che illumina il mondo...Il genocidio è vero e continua ancora. Prossimamente altri post sulle culture dei popoli del sud.

P.S Anche i nostri libri di storia dipingono Colombo come un eroe, mi ricordo che mi affascinava molto la sua storia e le sue imprese ma non ricordo nulla di sterminii e teste sgozzate. Anche questo è genocidio.



P.P.S si può firmare una petizione contro il Columbus Day qui

martedì 11 marzo 2008

No comment 2




tra l' altro non è originale, è copiato da altri fini intelletuali quali i seguenti:




domenica 10 febbraio 2008

La ciarda

E' un bel salto nello spazio passare dalla pipa sacra alla ciarda, da un oggetto sacro nord americano a una danza popolare ungherese divenuta famosa a nell' 800 ma entrambe hanno una cosa in comune: la dualità.
Per la felicità di Frida questo post sarà più corto degli ultimi...Non solo, per la gioia di Kindlerya invece giustificherò il testo, almeno ci provo, se mi piace lo farò anche in seguito (tengo a precisare che "la gioia" delle mie lettrici è una delle prime preoccupazioni:)
Dicevamo della dualità.. Proprio così, la caratteristica principale della ciarda è l'alternarsi tra motivi allegri e tristi, incalzanti e malinconici.
La metafora della vita di una persona qualunque in qualche minuto di musica non può che farvi provare almeno "simpatia" per un mezzo di espressione e perchè no..anche di comunicazione così incisivo e popolare.
Ciarda, dall' ungherese "czardas" che vuol dire osteria, la possiamo tradurre nel nostro caso in "danza delle osterie" e ascoltarla non può che far pensare all' ungherese dell' 800 che, al ritorno da una dura giornata di lavoro in una situazione politica sconvolta dai moti rivoluzionari per l'indipendenza dall' Austria e le relative guerre, piange la propria miseria ma alla fine festeggia anche la vita, il vino, gli amici dell'osteria.
La più conosciuta delle ciarde è quella di Monti, probabilmente molti di voi non hanno mai sentito la parola ciarda, ma l'opera di Monti, compositore italiano, probabilmente la conoscete gia. Vi lascio qua un video così potete ascoltarla.





E' abbastanza conosciuta anche quella di Brahms...


giovedì 7 febbraio 2008

La Sacra Pipa (o Chanunpa)




foto da racine.ra.it


La sacra Pipa o Channunpa, è un oggetto religioso straordinario pieno di significati simbolici e che riassume in se tutta la religiosità dei Lakota Sioux, la tribù indiana di Cavallo Pazzo che bloccò i "bianchi" a Little Big Horn.
Questa è la leggenda Sioux che ne racconta l'origine.
Tanto tempo fa, due bei giovani Lakota erano stati scelti dalla loro tribù per scoprire dove erano i bisonti. Mentre gli uomini stavano attraversando il territorio dei bisonti, hanno visto qualcuno in lontananza che camminava verso di loro.
Poiché erano sempre cauti per paura dei nemici, si nascosero dietro alcuni cespugli ed attesero. Ormai la figura era giunta sul pendio. Con loro sorpresa, la figura che camminava verso loro era una donna. Infatti il Grande Spirito Wakan Tanka
(Wakan Tanka era la forza, il mistero, il grande spirito che stava dietro ogni cosa, ci saranno dei post dove aproffondirò la sua importantissima figura) aveva mandato sulla Terra la dea Whope a donare agli uomini la pipa sacra.
Dopo essersi avvicinata, si fermò e li guardò. Avevano capito che poteva vederli, anche dove erano nascosti. Il suo braccio destro portava qualcosa che assomigliava ad un bastone in un mazzetto di erbe. Il suo viso era bello.
Uno degli uomini disse, «È la più bella che io abbia visto mai. Desidero che sia mia moglie.»
Ma l'altro uomo ha risposto: «Come puoi avere un tal pensiero? È straordinariamente bella e santa, molto più di una persona comune.»
Anche se lontana, la donna li sentì parlare. Così disse: «Venite. Che cosa desiderate?»
L' uomo che aveva parlato per primo andò fino a lei e pose le sue mani su di lei. Immediatamente, da qualche luogo lì sopra, venne una tromba d'aria. Allora si alzò una foschia, che coprì per un attimo l' uomo e la donna. Quando la foschia svanì, l'altro uomo vide ancora la donna con il fascio sul suo braccio. Ma il suo amico era un mucchio di ossa ai suoi piedi.
(Chiara allusione all' ira degli spiriti se questi non vengono rispettati).
L' uomo si levò in piedi silenzioso per la paura di quel prodigio. Allora la bella donna disse a lui: «Io appartengo al popolo del bisonte. Sono stata mandata su questa Terra per parlare con il tuo popolo. Tu adesso dovrai compiere una missione molto importante. Devi andare dal tuo capo e dirgli di costruire una tenda la cui porta deve guardare a est. Sul posto d'onore dovrà cospargere della salvia e dietro la buca per il fuoco dovrà sistemare un teschio di bisonte. All'alba arriverò al villaggio.»
Tutto fu predisposto secondo quanto era stato richiesto dalla dea Whope che puntuale all'alba fece la sua apparizione al villaggio accolta da una grande folla. Portava un cannello nella mano destra ed un fornello rosso da pipa nella sinistra, i doni erano avvolti in fasci di salvia. Tolse il fascio di piante dal regalo che stava trasportando. Il regalo era una pipa fatta di pietra rossa. Su essa era intagliato il profilo molto piccolo di un vitello di Bisonte. Entrò nel tipì e sedutasi al posto d'onore disse che il Grande Spirito era molto contento dei Lakota, che li considerava fedeli e riverenti e che, pertanto, erano stati prescelti per ricevere la pipa che lei aveva portato per il bene di tutta l'umanità. (La divinità sa essere buona e sa donare felicità a chi la merita, da questo punto di vista ricorda il Dio "occidentale", anche se il tipo di religiosità è differente).
Dette la pipa a Toro Che Cammina In Piedi e gli insegnò le preghiere che doveva recitare. «Quando pregate il Grande Spirito, dovete utilizzare questa pipa durante la cerimonia. Quando siete affamati, togliete la pipa dal suo imballaggio e ponetela così all'aria. Allora i bisonti verranno dove gli uomini potranno cacciarli ed uccidere facilmente. Così i bambini, gli uomini e le donne mangeranno e saranno felici.»
La donna bella gli disse anche come la gente dovrebbe comportarsi per vivere pacificamente insieme. Gli insegnò le preghiere che dovevano dire quando si rivolgevano alla loro madre Terra. Gli spiegò inoltre come dovevano decorarsi per le cerimonie.
«La Terra,» aveva detto, «è vostra madre. Così, per le cerimonie speciali, vi decorerete come la vostra Terra: di nero e di rosso, di marrone e di bianco. Questi sono anche i colori del Bisonte. Soprattutto ricordatevi che questa è una pipa della pace. La fumerete prima di tutte le cerimonie. La fumerete prima di fare i trattati. Introdurrà pensieri pacifici nelle vostre menti. Se la userete per pregare il Grande Spirito e la madre Terra sarete sicuri di ricevere i doni che chiederete.»
Rimase al villaggio quattro giorni e prima di partire accese la pipa, la offrì al cielo, alla Terra, ai quattro venti, ne fumò una boccata e poi la passò al capo. Infine, uscì dalla tenda mentre tutto il villaggio era lì a guardarla; fuori dell' apertura del cerchio si fermò per un istante e toccò la Terra. In un istante si trasformò in un vitello di Bisonte nero. Toccò ancora la Terra ed allora prese la forma di un vitello di Bisonte rosso. Una terza volta toccò la Terra e diventò un vitello marrone. La quarta ed ultima volta si trasformò in un candido vitello di Bisonte, bianco, senza una macchia. Allora camminò verso il nord e sparì lontano, sopra una collina.
Toro Che Cammina In Piedi conservò la pipa della pace con attenzione. Chiamava a raccolta tutti i bambini del villaggio e sciolto il fascio che avvolgeva la pipa ripeteva le lezioni che a lui erano state insegnate dalla donna. E la usò nelle preghiere ed in altre cerimonie fino a che non ebbe più di cento anni.
Quando diventò debole, fece una grande festa. Durante questa festa dette la pipa e gli insegnamenti ad un uomo degno. Allo stesso modo la pipa è stata passata di generazione in generazione. «Finché la pipa sarà utilizzata,» la donna bella aveva detto, «la vostra gente vivrà e sarà felice. Non appena sarà dimenticata, la gente perirà.»


La Sacra Pipa si divide in due parti, il cannello, realizzato con il legno d'acero che simboleggia l'albero della vita e il fornello, fatto di una pietra particolare di colore rossiccio che si trova solo nell'attuale Minnesota chiamata Inian Sha, essa simbleggia ciò che è, il mondo.
La "dualità" della Chanunpa è altrettanto sacra, essa rappresenta infatti l'unione tra molti "opposti" come il mondo materiale e il mondo spirituale, il maschile e il femminile, il cielo e la terra. Quando la Sacra Pipa non viene usata, le due parti devono stare rigorosamente separate e conservate per bene nella pelle di daino (o cervo) decorata.
Le penne usate per unire le due parti rappresentato i volatili, cosicchè anche loro possano portare le loro preghiere a Wakan Tanka. Il bisonte inciso nella pietra del fornello simboleggia tutti i quadrupedi e la selvaggina indispensabile per la vita dei nativi.
Molti conoscono quest' oggetto sacro come "Pipa della Pace", è vero può servire anche per questo ma non solo, come avete notato è una firma indelebile, un oggetto di preghiera ma anche una sacralizzazione di tutto ciò che circondava questo popolo e che permetteva loro di vivere in completa armonia con la "dea" natura che in cambio donava loro tutto ciò che era necessario per vivere.

mercoledì 30 gennaio 2008

Mostri Giapponesi #2: Hizama e Futtachi

foto da blog.manuelmartin.com


Nell' isola di Okinoerabu, difficilmente in passato potevate vedere dei recipienti vuoti, erano tutti pieni o al massimo capovolti. La paura era che Hizama ne venisse in possesso e scatenasse incendi vari.
Questo simpatico mostro aveva le sembianze di un gallo con le guance rosse. Nell' isola si era soliti chiamara una sciamana "yuta" per liberare la maledizione della propria casa dal mostro.
Ma anche nel resto del paese esistono credenze altrettanto negativo intorno alla figura del gallo, soprattutto quella che il suo canto, che nel nostro immaginario è il "buongiorno", la "sveglia" per cominciare un'altra gioranta, sia legato allo scatenarsi degli incendi. Oppure ancora, si pensava che mettendo una piuma di gallo su un tetto avrebbe provocato fuochi e fiamme in quella casa.
Nella regione di Iwate invece esisteva Futtachi un altro gallo di veneranda età ma non certo dai gentili costumi. Addirittura si raccontava di una gallina che, trasformatasi in un Futtachi condannò due bambini a non crescere mai! Durante il rito di un monaco che cercò di liberare la povera famiglia dalla maledizione, il mostro apparì e spiegò il perchè del suo "incantesimo", disse: "Ogni volta che depongo le uova, queste vengono mangiate dagli uomini, non ho mai visto crescere i miei figli. Aveva quindi deciso di vendicarsi... Alla fine..ripensandoci, non aveva neanche tutti i torti:)

giovedì 24 gennaio 2008

approfondimento = sconvolgimento?

Sono stanco degli stereotipi della nostra società. Ogni volta che cerco di approfondire un argomento scopro un mondo completamente diverso da quello che ci viene presentato. E' capitato con i Rom, con i romeni, e adesso anche con i nativi americani.
Sto leggendo un libro di Vittorio Zucconi "Gli spiriti non dimenticano", incentrato sulla figura di Cavallo Pazzo e dei Sioux. Nell' introduzione l'autore ti mette in guardia e ti dice giustamente che gli indiani non erano e non sono nè animali assetati di sangue come nei film di John Wayne o di John Ford, nè santi buoni come quelli di Balla coi lupi o Pochaontas, per non parlare della figura di Cavallo Pazzo che già dal nome da un' idea sbagliata di quello era un leader carismatico e mistico che vive ancora come spirito nelle riserve Sioux in Sud Dakota, un' uomo tutt' altro che "cavallo" e tutt'altro che "pazzo".
Quanti altri stereotipi ci circondano e noi non ce ne accorgiamo neanche? Avete idea di quanti conflitti (non solo militari) si possano evitare conoscendo meglio il "nemico" e viceversa? Basterebbe poco...Ricorda le maestre che dicono ai genitori degli alunni: "Ha le capacità per andare molto meglio ma non si applica."

martedì 22 gennaio 2008

Storia e genocidio indiano del Nordamerica

foto by Castello D'Albertis


Odio studiare o leggere la storia con date e corrispondenze varie. E' secondo me il modo peggiore; al liceo ci hanno fatto studiare tante di quella date e di quei re che non ci ricordiamo quasi niente. Tempo perso. La storia secondo me andrebbe studiata diversamente, la guerra dei 100 anni, quella dei trenta, il passaggio del rubicone... si si ok.. ma la gente che faceva nel frattempo? Nella Grecia antica si sfidavano Sparta e Atene ok.. ma c'era un fermento culturale enorme, non ne parliamo? Se mi chiedete come viveva un greco al tempo di Platone non lo so...eppure sarebbe anche interessante e utile.


Le date e le ricorrenze però servono a noi per farci una cornice di ciò che è successo ai nativi nordamericani. Loro parlano di "genocidio"...come dargli torto?


Seguiranno presto storie di tribù, le varie usanze, testimonianze ecc...


Ho preso questa cronologia da bibliolab.it


20.000ca. Diffusione dell'uomo del Nordamerica. 9500 Paleolitico americano.
6000 Neolitico americano.
3600 Cultura del mais.
300 d.C. Lavoro del rame e dell'ossidiana.
700 Lavoro della ceramica.
1000 Contatti tra gli scandinavi della Groenlandia e gli indiani del Nordamerica orientale.
1492 Sbarco di Cristoforo Colombo nelle Antille.
1500 Corte Real fa prigionieri alcuni indiani del Nordamerica.
1535 J. Cartier scende lungo il San Lorenzo e fa prigionieri degli indiani.
1539 Gli indiani oppongono resistenza all'invasione in Florida guidata da Soto.
1541 Inizio della colonizzazione del Canada.
1550 Commercio di pellicce degli europei con tribù della costa orientale.
1605 Diffusione del cavallo; gli spagnoli a Santa Fe.
1607 Fondazione della Virginia.
1616 I primi missionari cattolici penetrano tra le tribù dell'Est.
1620 Sbarco, sulle coste della Nuova inghilterra, dei Padri Pellegrini della Mayflower
1624 Gli olandesi fondano Nuova Amsterdam.
1637 Massacro di Pequot da parte dei Puritani.
1640-50 Guerra franco-indiana. Gli Irochesi, alleati degli inglesi combattono, per il controllo del mercato delle pellicce, contro gli Huroni, alleati dei francesi e li sconfiggono --> i Chippewa emigrano verso sud e verso ovest per fuggire al conflitto e spingono Sioux e Cree verso la zona delle praterie --> guerre tra indiani
1642 Fondazione di Montreal.
1644 Rivolte indiane in Virginia. Gli Irochesi attaccano Montreal. Gli inglesi ribattezzano New Amsterdam con il nome di New York.
1665 Massacro degli Irochesi ad opera del reggimento di Carignan-Salières.
1675 Wampanoag e Narraganset attaccano le città della Nuova Inghilterra. King Philip guida la lotta; ma provvisti di poche armi gli indiani vengono sconfitti, chiusi in riserve e costretti alla conversione al cristianesimo. Poi saranno utilizzati come mercenari contro gli altri indiani e sarà insegnato loro a procurarsi scalpi: nel 1703 il governo del Massachaussets paga 12 sterline per scalpo, il compenso passerà a 100 nel 1722.
1695 I francesi si insediano sul delta del Mississippi.
1701 Autorizzazione reale per i coloni francesi a procurarsi schiavi indiani in Louisiana.
1710 Lotte degli indiani lungo il Mississippi contro francesi e inglesi.
1718 Fondazione di New Orleans.
1748-56 Gli indiani difendono strenuamente i territori dell'Ohio; si assiste a un duplice schieramento: gli Algonchini con i francesi, gli Irochesi con gli inglesi che intanto combattono tra loro la guerra dei 7 anni
1759 Gli inglesi conquistano Quebec.
1760-61 Guerra dei Cherokee.
1763 Trattato di Parigi: sancisce la vittoria degli inglesi e la fine della dominazione francese in America del nord. Massacro del Conestoga in Pennsylvania. Agli indiani viene riconosciuto il diritto sulle terre a ovest degli Appalachi.
1768 Gli Irochesi vengono respinti verso l'Ohio.
1769 I coloni inglesi occupano il Kentucky.
1775 Inizio della guerra d'indipendenza; gli indiani vengono coinvolti nel conflitto.
1778 Primo trattato fra gli Stati Uniti e i Delaware.
1783 Indipendenza dei 13 Stati e costituzione, quattro anni dopo, degli Stati Uniti.
1787-94 Rivolta dei Miami e degli Shawnee.
1795 Tecumseh si sforza di unificare gli indiani.
1803 Vendita della Louisiana agli Stati Uniti.
1811 Disfatta degli Shawnee a Tippecanoe.
1812 Guerra fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna; guerra dei Creek. Sauk, Fox e Sioux passano ad ovest del Mississippi.
1821 Gli Stati Uniti acquistano la Florida. Sequoya inventa un alfabeto per la lingua cherokee.
1824 Creazione del Bureau of Indian Affairs.
1825-30 Rivolta di Falco Nero.
1828 Pubblicazione della prima Gazzetta degli indiani.
1830 Deportazione delle tribù ad ovest del Mississippi.
1832 Morte di Falco Nero.
1834 L’esercito è incaricato di sorvegliare le riserve. Divieto di vendita di alcool agli indiani.
1835-40 I Seminole di Oseola oppongono resistenza in Florida.
1841 Legge di prelazione a favore dei pionieri dell'Ovest.
1847-48 Annessione agli Stati Uniti della Califomia, del Texas e dei territori a sud-est. Guerra dei Cayuse in California; gli indiani di queste terre perdono le loro terre.
1849 Scoperta dell'oro in Califomia.
1851 Trattato di Fort Laramie fra tribù di Nord-ovest e il Bureau of Indian Affairs.
1861-65 Guerra di Secessione. Rivolta dei Sioux nel Minnesota.
1862 Impiccagione di 39 Sioux a Mankato.
1862-65 Rivolta dei Navajo.
1863 Lotta di Kociss e di Mangas Colorado.
1864 Massacro dei Cheyenne a Sand Creek.
1865 Abolizione della schiavitù.
1866 Sioux distruggono il distaccamento Fetterman.
1867 Campagna di Handcook e Custer contro i Sioux.
1868 Massacro di Cheyenne sul Washita River da parte di Custer.
1868-75 Strage di bisonti; conquista dell'Ovest da parte dei pionieri.
1869 Completamento della ferrovia transcontinentale Pacific Railway.
1870 Costruzione della Northem Pacific Railway nel Minnesota.
1871 Massacro di Apaches al Camp Grant.
1872 Rivolta dei Modoc di Capitan Jack nell'Oregon.
1874 Scoperta dell'oro nelle terre sacre dei Sioux. Attacco dei Comanches ad Adobe Walls.
1876 Cavallo Pazzo resiste sulla riva del Rosebud. Toro Seduto sconfigge Custer a Little Big Hom.
1877 Ritiro dei Nasi Forati condotti da Capo Giuseppe nell'Oregon.
1878 Spedizioni dei Cheyenne di Coltello Spuntato.
1880-85 Lotta di Geronimo nel Sud-ovest.
1883 La Corte Suprema degli Stati Uniti decide che l'indiano d'America va considerato uno straniero.
1885 Rivolta dei Brulé in Canada.
1889 Apertura dell'Oklahoma alla colonizzazione bianca.
1890 Assassinio di Toro Seduto. Massacro di Wounded Knee.
1898 Rivolta degli Ojibway del Minnesota.
1914-18 Prima guerra mondiale; 10.000 indiani partecipano alla guerra.
1924 Gli indiani vengono riconosciuti cittadini degli Stati Uniti.
1929 Crisi economica.
1933 F.D. Roosevelt è eletto presidente.
1938 Diritto al voto rifiutato agli indiani in sette Stati.
1939-40 Seconda guerra mondiale: vi partecipano 30.000 indiani.
1944 Fondazione del National Congress of American Indians.
1950 Divieto per gli indiani delle riserve di comprare alcool e acquistare terre in determinati Stati.
1953 il Congresso delibera la soppressione della tutela dell'Amministrazione federale sulle riserve.
1960 Inizio del Movimento dei Diritti civili a favore dei neri.
1961 Inizio della guerra americana nel Vietnam. J.F. Kennedy è presidente. Fondazione del National Indian Youth Council.
1963 Assassinio di Kennedy.
1965 Assassinio di Malcolm X. Incontro dei Navajo con i militanti neri.
1968 Fondazione dell'American Indian Movement.
1969 Occupazione di Alcatraz.
1971 Occupazione della Mayflower III.
1972 Occupazione del Bureau of Indian Affairs a Washington.
1973 Occupazione del villaggio di Wounded Knee da parte di militanti dell'Aim.
1977 A Ginevra, a fine settembre, i pellirosse del Nordamerica accusano gli Stati Uniti di "genocidio" durante la conferenza delle popolazioni indigene del Nord, del Centro e del Sudamerica in una seduta del comitato legale presieduto da Niail McDermor, segretario generale della commissione internazionale dei giuristi. Si tratta del primo tentativo riuscito da parte degli indiani nordamericani per fare una difesa dei loro diritti in un foro internazionale.
1980 Dopo una battaglia giudiziaria di 60 anni, i Sioux hanno ottenuto, per decisione della Corte Suprema, 100 milioni di dollari per compensare la perdita delle Black Hills avvenuta nel 187 I. Si è detto che sia la loro più grande vittoria dopo Little Big Horn. Ma i capi richiedono la restituzione della terra piuttosto che il denaro. La giustizia farà il suo corso? Auguriamocelo. Un immenso sforzo dei pellerossa ha finito per produrre i suoi frutti, infatti molte tribù hanno già beneficiato d'importanti indennizzi. Così, in Canada, i Crees, cacciati dai loro territori per la costruzione nella baia di James della più grande diga idroelettrica del mondo, hanno ricevuto 220 milioni di dollari. Da parte loro, gli indigeni dell'Alaska riceveranno un miliardo nel giro di 10 anni.
1992 In occasione del quinto centenario della scoperta dell'America, una vibrata protesta si è levata da parte di tutta la popolazione indiana del Nordamerica contro le manifestazioni, che si sarebbero tenute in America e in Europa per celebrare un evento storico, che ebbe più il sapore di una sanguinosa conquista che di una scoperta.

lunedì 10 dicembre 2007

La macchia nera


Questo è un quadro di Thomas Cole. Si intitola "The Oxbow". E' stato fatto nel 1836 e simboleggia il cammino degli americani verso ovest. Nella parte destra del quadro tutto è luminoso, c'è vita, c'è il fiume, insomma quella parte è stata "civilizzata" dall' arrivo dei futuri salvatori del mondo. A sinistra invece c'è quella brutta macchia nera che deve ancora essere "illuminata" dalla ragione e dal mandato divino degli ormai ex-coloni.
In realtà dietro quella macchia nera c'era un popolo che già da millenni popolava quelle terre: i cosidetti "indiani d'America" che i "civilizzatori" hanno in gran parte sterminato e in piccola parte imprigionato in riserve a dir poco umilianti. Fra poco arriverà il post sui pellerossa, ed è pronto anche il secondo mostro giapponese, sembra di no ma mi do da fare:)


P.S. So che qualcuno mi ha mandato una mail all' indirizzo everberz@gmail.it cliccando sul link qui a fianco per quanto riguarda "Segnala l'Usanza". Non ho più questa mail perchè mi dava problemi. Scrivetemi su alberz85@hotmail.it .

mercoledì 5 dicembre 2007

No Comment



''Gli immigrati che chiedono la residenza, se in possesso dei requisiti, dovrebbero essere messi sotto osservazione per sei mesi. Nel momento in cui ottengono la residenza la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi, se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi. Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti: per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari''.

Giorgio Bettio, consigliere comunale della Lega Nord a Treviso. 4 Dicembre 2007

lunedì 26 novembre 2007

I progetti del passato e i ricordi del futuro


Ho scoperto da poco (purtroppo) una canzone. L'autore è Federico Salvatore... Si, quello di "Azz" e degli "incidenti" al vomero, in paradiso ecc...
Quello che suona la chitarra con la sinistra ma usando una per destri senza invertire le corde (azz), quello che ha partecipato a San Remo con un bellissimo brano intitolato "Sulla Porta" e che naturalmente non ha vinto.
Adesso questo cantautore ha cambiato strada. Da anni ormai non fa più le canzoni di prima: quelle comiche che lo hanno lanciato al Maurizio Costanzo Show nelle quali il cantautore contrapponeva due figure, Federico e Salvatore, uno ricco e snob e l'altro povero e rozzo, e si è dedicato a canzoni più serie e di denuncia, molte delle quali accompagnate dalla bellissima musica popolare di Napoli, la sua città, che ama e che è protagonista di molte sue canzoni.In un paese con un minimo di senso della cultura questa scelta gli sarebbe valsa la ribaltà e invece nella nostra strana comunità gli è costato quella popolarità che si era ritagliato. Comunque sia alla fama, ai soldi e ai cosidetti "successi", Federico ha preferito altri valori come la vera "musica" spoglia da tutti i paletti che l' industria gli ha messo nel tempo.La canzone si intitola "Se io fossi San Gennaro", ha come base un tipico giro di accordi napoletano che accompagna delle rime baciate messe lì ad arte. Federico Salvatore si sfoga letteralmente contro il decadimento di Napoli degli ultimi decenni, concentrandosi sulle colpe dei napoletani stessi e lanciando strali anche a gente nota come Pino Daniele, Renzo Arbore e i "neomelodici" alla Gigi D'Alessio. La canzone ha inequivocabilmente innescato delle polemiche ma non voglio parlare di questo quanto dell' attaccamento di quest' uomo, completamente condiviso, per la cultura popolare di una Napoli ricca di arte e storia, che tanto ha dato in Italia e al mondo e che, ahimè, alla ricerca di quello che molti chiamano progresso, sta perdendo la sua identità e i suoi valori. E allora ecco che il "Centro Direzionale" diventa un "orinale", che la cattedra insegna "l'arte di arrangiarsi", che in una "Napoli che ruba in ogni telegiornale" si sente puzza di "malavita, cocaina e pizza margherita".
Ma quello che mi ha stupito di più è stato quel suo descrivere il progresso anche come un guardarsi dietro, come un conoscere le proprie le proprie fondamenta per poterci costruire sopra qualcosa, come un ricordare cos'è successo ieri se vuoi sapere cosa fare domani, altrimenti sei perso. Non voglio anticipare troppo ciò che dice nella canzone e vi lascio a due filmati per poterla ascoltare direttamente. Il primo è una serie di foto che si susseguono durante la canzone e che "accompagnano" il testo, il secondo è una esecuzione dal vivo ad "Apocalypse Show" nella quale Federico, per esigenze televisive taglia un paio di versi ma che vale la pena vedere.

Buon Ascolto!















Beh tra i personaggi di successo ce ne sono molti che sono "brave persone", per carità non generalizziamo. Quando finiscono una canzone e parte l'applauso vanno via sorridendo e felici e c'è chi gli applausi se li merita. Ma come avete potuto vedere nel secondo video, quelli come Federico Salvatore non vanno via sorridenti ma vanno via commossi e, non so voi ma penso che dovrebbero essero loro ad essere considerati dei "modelli da seguire" più degli altri.

sabato 24 novembre 2007

Mostri Giapponesi #1: Amamehagi


E' un mostro del nord est del Giappone, appare d'inverno in coppie di due o tre, soprattutto la notte del nuovo anno agricolo. Che cosa fa quando appare?

Divora gli uomini più pigri! I contadini allora ospitano i vari Amamehagi e promettono loro di impegnarsi e di lavorare molto anche l' anno successivo. Certo, la "penitenza" è brutale (se no non sarebbe un mostro) , però come ci dice Mizuki l'autore del libro, questo è un "mostro istruttivo". Lo stesso nome "Amamehagi" è indicativo. "Amame" vuol dire "callo dei piedi", quello che ti viene quando lavori molto. Qui è usato in senso ironico ed allude al callo che ti viene al sedere quando non fai nulla. "Hagi" invece vuol dire "estirpare" e quindi Amamehagi è colui che estirpa il callo che viene ai pigri. Secondo me questo mostro è anche espressione della cultura del lavoro tipica dei giapponesi che sono famosi per la loro dedizione al dovere di ogni giorno. Ci sono, per esempio, molti lavoratori che non godono di tutte le ferie di cui hanno diritto, il tasso di disoccupazione è tra i più bassi del mondo e i fannulloni o "presunti tali" sono fortemente emarginati dalla società.

venerdì 23 novembre 2007

Mostri Giapponesi #0


Ho deciso di iniziare una specie di "serie".
C'è un libro intitolato "Enciclopedia dei mostri giapponesi" scritto da Shigeru Mizuki.
In questo libro vengono raccontati tutti i mostri della cultura giapponese. Ce n'è di tutti i colori. Ne sceglierò alcuni tra quelli che trovo più interessanti.

Nell' introduzione a cura di Andrea Baricardi ci viene spiegato che il contenuto del libro non sono leggende o fiabe ma un mondo molto particolare che ha il sapore di fatti realmente accaduti e di cui non si hanno prove.
E' una bella premessa per vivere questi personaggi calandoci nella realtà con la quale li vivevano i giapponesi. In fondo, ci spiega sempre Baricardi, gli scenari in cui i giapponesi proiettavano i loro mostri non erano solo misteriosi come boschi umidi e montagne impervie ma erano anche reali e quotidiani come gli anfratti bui di casa, il cortile e la risaia. E' in questa dialettica tra reale e irreale che si proiettano i mostri, rappresentazione fantastica di una paura reale. "E' l'impressionante irrealtà del reale a farci sentire piccoli di fronte all' ignoto, e non il mostro che le incarna."

giovedì 15 novembre 2007

Chi vuole campare cent'anni?


Nel titolo del blog c'è la parola vita, sappiamo che in questo caso il "gioco" è bello quando dura tanto, ma allora cosa bisogna fare per farlo durare a lungo?
Beh prima di tutto la domanda è in un certo senso sbagliata, dovremmo chiederci invece DOVE bisogna stare per vivere tanto. Secondo gli esperti, infatti è l'ambiente naturale del luogo in questione che insieme a delle determinate abitudini quotidiane e alimentari permette di arrivare al traguardo del secolo e anche oltre. Non solo, ci arriverai anche coscente e "in forma"!
Se andate in Costa Rica (bellissima, un giorno ci dovrò andare), più precisamente nella penisola di Nicoya, troverete ultracentenari che invece di avere un piede nella fossa ce l'hanno in un bel modello di scarpe da ginnastica che usano per andare con la fionda a caccia di serpenti.
A Nicoya, una volta che arrivi a 60 anni, hai una possibilità di raggiungere i 100 quattro volte superiore alla media dei paesi industrializzati!

Altri luoghi della terra dove vengono registrati casi unici di longevità sono Okinawa in Giappone e la Sardegna (più precisamente al centro).
Come gia detto non si vive a lungo solo mangiando bene ma bisogna mettere in relazione quel tipo di alimento ad un certo stile di vita con un'attivita fisica regolare ma non esagerata (che non vuol dire solo fare sport ma anche camminare molto o fare determinati lavori) e l'ambiente naturale. Evidentemente il clima, la natura e l'aria di Okinawa sono ideali per il tipo di alimentazione di quelle zone; lo stesso discorso vale per Nicoya e Sardegna.
Proprio in quest'ultima è morto da pochi anni l'uomo che è entrato nel guinness dei primati nel 2001 per la sua longevità. Si chiamava Antonio Todde (nella foto), ma tutti lo chiamavano Tziu Antoni. Di Tiana, un piccolo paese sardo, è riuscito a stare in vita 113 anni, attribuiva la causa del suo record al bicchiere di vino giornaliero. Aveva fatto il pastore fino a 90 anni e non aveva mai toccato una sigaretta. Sempre sardo è l'uomo al posto numero 3 della "classifica". Primo in Europa, Giovanni Frau si è spento nel 2003 a 112 anni.

A questo punto viene da chiedersi se è così vero che vivere birra fa campare cent' anni. A quanto pare ci vuole ben altro...Se fosse così sarebbe davvero una delusione. Peccato in fondo ci credevo, vorrà dire che la sostituiremo col vino come faceva Tziu Antoni, tanto va bene lo stesso. Che poi la vita basta viverla intensamente anche se ti dura qualche anno in meno e sei soddisfatto comunque.

sabato 10 novembre 2007

Foglie al vento





Facendo ricerche sulla rete mi è capitato poche volte di trovare tanto materiale come quello che ho trovato per i Rom. Se volete approfondire quello che leggerete (e c'è tanto da approfondire) vi consiglio di andare qui.
La parola rom, oltre a non equivalere a "romeno", non equivale neanche a "zingari" visto che tra questi vi sono varie etnie e i rom sono solo una di queste. Esistono per esempio i Sinti, presenti soprattutto nel nord Italia e i Camminanti.

STORIA

Gli zingari sono un popolo nomade che è nomade da più di mille anni. Le loro origini sono indiane, più precisamente, nella zona del confine col Pakistan, ma si dice che alcuni di loro possano provenire anche dalle zone centrali dell'India. L' inizio del "nomadismo" risale intorno al 1000 d.C. Non si sa perchè: una leggenda racconta che essi vivevano in una terra meravigliosa dell 'India chiamata "Sind" e che la dovettero abbandonare a causa delle invasioni arabe e mongole.
La parola "zingaro" è offensiva, deriva dal greco athinganoi, che vuol dire "intoccabili" per descrivere appunto quella casta indiana che veniva dalla Frigia.


In Europa arrivarono intorno al 1400. Gli Zingari raccontavano delle bugie per essere meglio trattati, si spacciarono anche per "emigrati dell' Egitto", da qui l'altro apellativo "Gitani". In principio l’accoglienza fu buona perché il carattere misterioso della loro origine aveva lasciato una profonda impressione nella società medievale. Le condizioni e le abitudini di vita diverse trasformarono però la buona accoglienza in ostilità e gli zingari vengono presto identificati come turchi, nemici degli artigiani locali (visto che lo erano anche loro e facevano "concorrenza") e gente dalla pelle scura come quella del diavolo. Nel corso del tempo si passò alle persecuzioni, come quelle in Serbia e in Romania e allo sterminio di circa mezzo milione di zingari da parte dei Nazisti.

Attualmente essi sono presenti in tutti i paesi europei, nelle regioni asiatiche da essi attraversate, nei paesi del vicino oriente e del nord Africa. L'etnia Rom è quella che è diventata più sedentaria.

CULTURA

I Rom sono l'etnia più numerosa degli zingari; la parola Rom, in romani (la loro lingua), significa semplicemente "uomo". Il romani è una lingua indiana che ha subito delle influenze nel corso del tempo. Nel corso dei loro viaggi rom, sinti e camminanti hanno intrapreso più lavori: giostrai, artigiani, lavoratori di metallo (soprattutto rame), anche le donne facevano quello che potevano leggendo i palmi delle mani. Adesso, con lo sviluppo industriale, questi lavori sono entrati in disuso, l'artigianato non rende più come una volta, il rame è in "via d'estinzione" e gli zingari faticano molto economicamente. E' quindi nata la figura dello zingaro ladro, alcuni di loro lavorano nella malavita (non zingara), altri ancora chiedono l'elemosina.
Per quanto riguarda l'organizzazione sociale, la famiglia rom è un tipo di famiglia patriarcale. Ciò che conta in primo luogo per lo zingaro è la famiglia, il nucleo costituito da marito, moglie e figli. Le famiglie sono spesso estese e comprendono tutti quei parenti con in quali si tiene un rapporto più stretto con la convivenza nello stesso campo o la condivisione di affari.

Lo Zingaro è fondamentalmente religioso, anche se non aderisce con piena consapevolezza a nessuna religione positiva. Tutto ciò che risponde alla volontà divina è principio di amore e di vita. Lo Zingaro vede nell'amore la ragione della sua vita, infatti si ritiene del tutto giustificato agli occhi di Dio quando ha assolto il suo impegno verso il prossimo. Va evidenziato che il prossimo, per lo Zingaro, è l'uomo del suo stesso sangue, non lo straniero, il gagiò. questo non vuol dire che non provi sentimento di forte e sincera amicizia per i gagè, l'ospitalità è sempre sacra per gli Zingari.
Dalla contrapposizione dei due mondi (Zingaro e non-Zingaro) deriva una diversa valutazione: mentre è derubare ed ingannare uno Zingaro, queste azioni non sono avvertite come colpe se rivolte verso i gagè, poiché lo Zingaro reputa il nostro mondo immorale, spinto dall'egoismo e da interessi materiali. Le relazioni con la propria gente si caratterizzano invece per la spontanea generosità. Non c'è differenza tra povero e ricco; chi ha, dà. E' la legge del mondo nomade fondata sulla comunione dei beni: non esiste proprietà personale, né eredità.
(http://www.terrelibere.it/vento.htm).


I rom amano molto la musica, il loro strumento preferito è la fisarmonica con la quale fanno sovente degli spettacoli in strada per racimolare un pò di denare. La musica è presente anche nelle cerimonie come i matrimoni. A proposito di matrimoni, bisogna sottolineare la figura della donna nella società rom, figura spesso vittima di un sistema sociale estremamente patriarcale. Riporto qua un' altra citazione che ho trovato su terrelibere.

Il matrimonio viene stabilito dai genitori: il padre comunica al figlio l'intenzione di chiedere la mano di una ragazza per lui. Questa scelta appare al figlio come un dono. Già a partire dall'età di 14-15 anni, il giovane riceve una compagna e diventa un Rom, mentre prima non aveva alcuna importanza sociale. Il matrimonio tra i Rom può essere definito 'matrimonio per acquisto', in quanto il padre del ragazzo si reca presso la famiglia della ragazza per chiederle le mano, offrendo al padre di lei una somma di denaro. Il prezzo che viene pattuito tra le famiglie non è in realtà un prezzo d'acquisto, la sua funzione è più complessa: risarcimento al padre e ringraziamento per averla allevata bene, prova di possedere del denaro e quindi garanzia che la vita della ragazza nella futura famiglia non sarà dura, possibilità di un buon matrimonio, dato che parte della somma viene destinata per l'abbigliamento della sposa.
Secondo la tradizione, la prima notte di matrimonio una donna anziana controlla la verginità della ragazza mostrando agli invitati il lenzuolo o la sottana macchiati di sangue. Se viene verificato il contrario, ai festeggiamenti si sostituirà la lotta tra le due famiglie e la ragazza sarà considerata una prostituta e non potrà più sposarsi.

La sposa accolta nella casa del marito è inizialmente trattata come un'estranea dai suoceri. La vita al servizio della suocera è spesso dura; la sposa diviene serva della suocera e delle cognate più anziane, deve obbedire ai loro ordini. La coppia lascia l'abitazione del padre quando la sposa attende il primo figlio. Da questo momento il nuovo capo famiglia stabilisce la sua abitazione accanto a quella del padre.
Una serie di tabù circonda lo stato di gravidanza. Tutto ciò che riguarda il parto è impuro; la madre e il bimbo sono intoccabili: nessun uomo, nemmeno il padre, può accostarli. Secondo la tradizione, dalla nascita alla morte la donna è schiava del Rom. Da bambina obbedisce a suo padre, da donna a suo marito, da vecchia ai suoi figli. Ma con il passar del tempo e la nascita dei figli, il suo prestigio aumenta quando, a sua volta, può contare sulle nuore. L'importanza delle donne nell'economia è grande, è la donna che veglia sull'educazione del figlio fino ai suoi 10 anni, e all'educazione della figlia, e quindi al suo onore.


I rom hanno anche un loro tribunale: il Kriss, composto da degli anziani che grazia alla loro saggezza ed esperienza hanno il potere di risolvere le controversie che possono nascere in una comunità secondo delle regole non formali ma tramandate dalla tradizione.

Non ho scritto tanti post da quando ho questo blog, ma vi assicuro che questo è stato il più faticoso, c'era tanto di quel materiale che non sapevo che fare, davvero. Ho sicuramente saltato degli argomenti che potevano essere interessanti ma ho preferito mettere quelli più sconosciuti. Per quanto mi riguarda non voglio dire che siano santi ma di certo per molti aspetti provo una certa ammirazione, primo fra tutti è il fatto che non esiste un esercito zingaro, hanno viaggiato per mille anni senza armi, non hanno intenzione di rinunciare alla loro cultura. Certo, credere che il nostro mondo sia tutto immorale e sentirsi giustificati nei furti è sicuramente un errore ma finchè noi li teniamo a distanza e loro rimangono distanti non lo potranno mai capire... La loro organizzazione sociale danneggia le donne ma anche le donne sono zingare quindi lo zingaro è sia colpevole che vittima allo stesso tempo. E poi anche nella civiltà occidentale fino a non molto tempo fa non c'era certo parità fra i sessi (e per molti versi non c'è neanche adesso).

C'è un detto rom che dice: i rom sono come delle foglie piegate al vento, quando il vento passa esse ritornano sempre dritte.
Vi lascio ora ad un discorso pieno di umanità che fece Fabrizio De Andrè in un concerto e che trovate nell' album "Ed avevamo tutti gli occhi belli" e al quale mi associo. Grande Faber!

[...] Ma emarginazione dovuta anche a.. comportamenti desueti e diversi dovuti all'eredita di culture millenarie che certi popoli si portano dietro e a cui non hanno nessuna intenzione di rinunciare, è il caso del popolo rom, quello che noi volgarmente chiamiamo zingari [...], un popolo che gira il mondo da più di duemila anni, afflitto o affetto, io non so come meglio dire ma forse semplicemente affetto da quella che gli psicologi chiamano dromomania, cio la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E' un popolo secondo me che meriterebbe il premio per la pace, per il fatto appunto che gira il mondo da duemila anni senza armi.
Purtroppo i nostri storici, e non soltanto i nostri, preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni se non addirittura in Stato e si sa che i rom, non possedendo territorio, non possono considerarsi nè una nazione nè Stato. Mi si dirà che gli zingari rubano, è vero, hanno rubato anche in casa mia; si accontentano però dell' oro e delle pallanche, l'argento non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero. Quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari.
D'altra parte si difendono come possono. Si sa bene che l' industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali, buona parte dei rom erano o sono ancora artigiani: lavoratori di metalli, in special modo del rame, addestratori di cavalli e giostrai; tutti mestieri che purtroppo sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire o non ho mai visto scritto da nessuna parte che gli zingari abbiano rubato tramite banca e questo mi pare che si un dato di fatto.
Applausi.

sabato 3 novembre 2007

La scorciatoia sbagliata


Che bello ricominciare con il blog, i miei problemi con internet dovrebbero essere davvero finiti, fra poco farò anche il collegamento UMTS così potrò scrivere comodamente da casa.

Molto spesso capita che ti svegli di buon umore, passi una bellissima mattinata, ti senti in pace col mondo, la vita è bella, ma poi, all' improvviso, di sorpresa, cominci a vedere nubi all'orizzonte, senti una musichetta che proviene dalla tv che non augura niente di positivo, ti vien la paura, hai gia sentito quelle note e non ti ricordano niente di felice, finisce la musichetta, un secondo di pausa che sembra come la quiete prima della tempesta, guardi incuriosito lo schermo ed ecco che tutto il tuo buon umore viene trascinato sotto terra e non tornerà per un bel pò di tempo.

Quello che senti subito dopo è:- "Benvenuti a questa nuova puntata di Studio Aperto", eh si, Studio Aperto, sei gia incazzato così, senza che dicano nulla, basta vedere la faccia da **** della Parodi. Ma il bello deve ancora venire, e allora iniziano i vari servizi sui noglobal che hanno sfasciato genova e qualcuno vuole che vengano "condannati" ai lavori socialmente utili, Berlusconi, stranieri ammazzatutti, rom, rumeni, romani, immigrati delinquenti, Berlusconi, cucciolotti di orso, figa, figa, cazzate sulla figa e termine della puntata. Il centro della terra si è impadronito del tuo buon umore. Anche se, bisogna dirlo, gli ultimi tre servizi se visti col silenziatore senza sentire ciò che si dice, ai maschi possono anche piacere... ma avendo anche il volume uno non ci può fare niente. Fede secondo me è meglio perchè è dichiarato, ha la sua fama di lecca-lecca, e tutti sanno cosa aspettarsi, invece Studio Aperto si presenta arrogantemente come tg neutrale e sano.

Questo lunga introduzione è per raccontare un pò di cose sui grandi accusati del periodo:i rumeni.

Innanzitutto, senza fare i finti buonisti è vero che le persone di origine rumena, in percentuale al numero di persone residenti, sono quelli che commettono più reati ecc.., è giusto dirlo. Ma quello che mi fa incazzare è la confusione che si fa quando se ne parla, le scorciatoie usate per far stare in 30 secondi un argomento che in 30 secondi non può starci.

Punto primo: Rom e rumeni non sono la stessa cosa, se qualcuno dovrebbe fare un sondaggio scoprirebbe probabilmente che più della metà degli italiani non lo sa (giustamente, visto che nessuno glielo dice). I Rom sono una MINORANZA del popolo rumeno, sono formati da vare etnie e parlano una lingua di ceppo indiano che è diffusa anche in Sud America. Il prossimo post sarà dedicato a classificare le varie etnie, provenienze e culture dei vari popoli nomadi presenti in Italia.

Penso che l'informazione in Italia scelga per ragioni politiche e per convenienza una strada sbagliata per raccontare la realtà degli immigrati. E' come se si fosse dietro una montagna e si dovesse raccontare cosa ci sia oltre, i telegiornali fanno il giro di fianco senza scalarla e vedono da una posizione bassa ciò che devono descrivere, mentre un' informazione come si deve scalarebbe la montagna e osserverebbe dalla cima quello che succede, solo un pò di fatica in più. Questa scorciatoia sbagliata, è normale, la adotterà anche la gran parte di coloro che guarda Studio Aperto senza informarsi meglio.
Se si sale sopra la montagna si scopre prima di tutto che, finchè nel mondo ci saranno paesi ricchi e paesi poveri è INEVITABILE che ci sia emigrazione, è inutile presentarla come una piaga da placcare, anche gli italiani sono emigrati ad inizio secolo, quindi l' immigrazione c'è e si ferma solo se il paese d'emigrazione si sviluppa come è successo a noi italiani lungo il '900.

Lo dico subito, gli immigrati che delinquono devono ritornare a casa, è normale che se non stanno alle nostre regole non ci stanno a fare nulla. Prima ancora bisogna chiedersi però perchè delinquono, delinquono perchè non hanno lavoro. Bene, allora se non c'è lavoro dovevano calcolare un flusso così grande di persone quando hanno allargato l' Unione Europea e agire di conseguenza, la Francia lo sta facendo adesso. Il nostro governo invece grida alle pene sicure dopo che egli stesso hai svuotato le carceri. Di questo e di altro ha parlato Rula Jebreal in un' intervista molto bella del blog di Grillo.
L'immigrazione non è un fenomeno d' importazione di delinquenti ma è una risorsa enorme non solo per il nostro arrichimento culturale che già sarebbe sufficiente ma anche in vista del "boom pensionistico" che richiederà più gente che paghi le tasse e quindi più gente che lavori.
Non è giusto vedere un popolo condannato ogni momento, la maggiorparte dei rumeni in Italia non ha fatto del male a nessuno, è solo gente disperata che vuole sopravvivere. A stento ho sentito che la ragazza che ha denunciato l'assassino della ragazza violentata era rumena; se facciamo il sondaggio secondo me lo sanno in pochi. E' sempre il solito discorso che si alimenta l'odio. Non è il V-Day che arma i pazzi ma i telegiornali che sentiamo. Nell' intervista, la Jebreal ricorda giustamente il palazzo pieno di immigrati mandato a fuoco in Francia.

Io sono un ragazzo e mi capita spesso di sognare, però penso sia strano per un ventiduenne essere costretto a sognare un telegiornale libero e completo come se fosse un' utopia. L' utopia dovrebbe essere un mondo di uguaglianza senza guerre, non un telegiornale....credo.

martedì 31 luglio 2007

Bloco de Lama: Non solo una festa..ma anche carnevale




Senza vestiti firmati, senza niente di vanitoso da ostentare, solo, solo, solo divertirsi a contatto con la natura e con l'aiuto della samba. La foto nell' "Espresso" di questa settimana mi ha incuriosito su questa interessante festa di carnevale brasiliana. Non le tipiche sfilate con costumi sgargianti e neanche i fomosi carri allegorici ma solo persone ricoperte di fango che ballano e vanno in giro per la città di Parati (a 250 km da Rio de Janeiro). Vi lascio qualche foto recuperata sulla rete per farvi un'idea. A me è piaciuto molto vedere l'armonia tra queste persone e la natura. Se molti dicono che il carnevale è uno "sfogo" sociale nel quale si è liberi di vestirsi come si vuole e di fare quello che si vuole (come dice anche il detto: a Carnevale ogni scherzo vale) alla faccia di tutte le regole sociali che vigono durante l'anno, il Bloco de Lama da proprio l'idea di libertà, l'idea di poter fare anche una cosa che durante gli altri giorni verrebbe giudicata con ribrezzo: sporcarsi col fango. Dimenticandosi però che questo è solo un miscuglio tra terra e acqua, elementi fondamentali per la vita.



lunedì 16 luglio 2007

Launeddas elettroniche, quando la teconologia si mischia con la tradizione


"Elettroneddas" si legge nei siti internet che parlano di questo neonato strumento. Non sono altro che la versione elettronica delle launeddas di cui ho gia parlato. Elettronico non si deve confondere con elettrico però, quest'ultimo non è altro che un'amplificazione di uno strumento "tradizionale" lasciandone intatte le caratteristiche; quando si parla di versione elettronica invece si deve pensare a quello che è stato la tastiera nei confronti del pianoforte oppure ancora meglio la cornamusa di Hevia che ha riscosso un ottimo successo qualche anno fa. Si tratta quindi di un sintetizzatore che produce il suono delle launeddas tradizionali e di un "controller" che presenta la stessa forma.

L'elettronica porterà vantaggi e svantaggi rispetto al vecchio strumento, si potranno usare diverse scale modali e cambiare tipo di launeddas grazie ad una piccola tastiera, inoltre le elettroneddas sono piu maneggevoli delle loro antenate ma perdono putroppo tanto della loro espressività, non possono competere infatti nei cambiamenti di intensità del suono e nella qualità di questo anche se, si sa, la teconologia può solo migliorare.

L'ideatore si chiama Franceso Capuzzi, è di Carbonia in provincia di Cagliari, non ha caso è un suonatore di launeddas ed è laureto in ingegneria elettronica.

Ecco quindi un altro esempio delle capacità creative sarde e adesso ci si può solo interrogare su quello che sarà il futuro delle launeddas elettroniche: se verranno apprezzate dal mondo musicale sardo, se saranno esportate fuori dall'isola..chissà. Speriamo solo che invece di entrare in competizione con le launeddas tradizionali ne aiutino al contrario la loro rivalorizzazione e riaffermazione.
P.S. Se qualcuno per puro caso dovesse trovare una foto me la invii pure che io non riesco proprio a trovarla.

venerdì 13 luglio 2007

Rieccomi

Basta, non ce la facevo più a vedere nell'account settimanale di shiny Stat numeri sempre più piccoli. Complice la definitiva morte del mio pc, il diffettoso collegamento a internet col computer di famiglia e altre piccole cazzate ho dovuto mollare il blog ma ho deciso di riscrivere in un modo o nell'altro anche perchè vedevo che qualche oraggioso, che ringrazio di cuore, ci provava a venire per vedere se il letargo era finito...ebbene il letargo dovrebbe essere finito, il pc di famiglia funziona e dovrei riuscire a trovare il tempo per scrivere "qualcosaognitanto", la blogosfera mi è mancata, spero di recuperare il tempo perduto. A presto